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Intervista a Fabio Brocca, mastro birraio presso il Birrificio Lambrate

Questo mese il titolo di Mr Brewery va a Fabio Brocca, socio fondatore del Birrificio Lambrate nonchè responsabile della produzione.

Pubblicato lunedì, 17 agosto 2015 |
Categoria: Microbirrifici

Questo mese il titolo di Mr Brewery va a Fabio Brocca, socio fondatore del Birrificio Lambrate nonchè responsabile della produzione.

 

Il birrificio Lambrate rappresenta una delle realtà più importanti nel territorio Lombardo e collabora oramai da anni con Comac attraverso un esemplare di 12-12-1 acquistata nel 2012 e un Modello 1T di recente acquisizione. La loro filosofia parte dagli ingredienti: acqua, malto d’orzo, luppolo e lievito, che vengono scelti con cura ed attenzione perchè solo con materie prime di altissima qualità e un pizzico di creatività si può ottenere un prodotto davvero originale. Ogni birra è unica, con il proprio gusto e la propria personalità ma allo stesso tempo semplice.

 

1) Raccontaci di come è iniziata la tua avventura presso il Birrificio Lambrate, quali sono le caratteristiche e i valori che vi contraddistinguono?

Nel 1996 quando il birrificio Lambrate ha spillato la prima birra, eravamo tre soci, si producevano 2 birre con un impianto da 150 lt e il locale apriva a giorni alterni.
L’idea iniziale è stata quella di aprire un pub, con l’intenzione di offrire birre particolari, nuove, non commerciali. Ci siamo ispirati al birrificio Brouwerij di Amsterdam, lo conoscevamo e ne apprezzavamo l’idea e le birre. Appena trovato il pub però ci è capitato tra le mani un depliant che parlava di piccoli impianti di produzione di birra e li, si accese definitivamente la lampadina. Siamo quindi passati all’azione e abbiamo acquistato un piccolo impianto da 150L a cotta e lo abbiamo posto all’interno del pub, un vero e proprio Brewpub in miniatura, che occupava in tutto 70 mq. Il pub in origine rimaneva aperto a giorni alterni perché la birra non bastava e mai avremmo voluto vendere birra che non fosse artigianale! Mancava ancora qualche cosa al nostro progetto, dovevamo far conoscere a tutti cosa fosse questa “birra cruda” e allora nel 1999 organizziammo per la prima volta, presso la Cascina Monluè, location storica di Milano, l’evento “Birra Cruda” festa della birra artigianale. La manifestazione della durata di tre giorni è stata un successo clamoroso, una quantità di gente, di tutti i tipi, è passata e ha bevuto per la prima volta “birra cruda”, diciamo che abbiamo capito, che si stava muovendo un qualche cosa di grande e nuovo, che di li a poco sarebbe sbocciato.

 

2) Come è il rapporto con Comac? Cosa è cambiato dopo il vostro incontro?

Un ottimo rapporto fin dal principio, sia personale ma soprattutto professionale. Conosciamo Comac da 20 anni, ma la vera collaborazione è iniziata negli ultimi anni, dalla nascita della linea per i microbirrifici. Dopo l'incontro con Comac, sicuramente è migliorato il nostro modo di lavorare grazie a macchinari molto efficienti e un’assistenza dedicata che inizia nel rapport diretto che abbiamo con I titolari.

 

3) Parlaci delle birre che producete e, se ne esiste una, della tua birra del cuore.

Le birre che produciamo sono tante, circa 30, una che definirei "del cuore", ma non è la sola, è la Ghisa. É tra le prime che abbiamo creato e nel tempo non è mai cambiata, se non in meglio. Una stout affumicata che produciamo dal 1998, nata dall’idea di usare il malto affumicato che all’epoca era abbastanza inusuale, figuriamoci per un birrificio che a quel tempo era ancora molto piccolo. A questa birra è legato un bel ricordo, perchè la formula l’abbiamo pensata tutti insieme, un gruppo di birrai alle prime armi e con tanta passione pronti a scommettere su un idea.

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