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La “Birra del paradiso” che nasce dalla pioggia olandese

Il rapporto tra l’Olanda (o meglio, i Paesi Bassi) e l’acqua è strettissimo da sempre...

Pubblicato martedì, 2 agosto 2016 |
Categoria: Curiosità

Il rapporto tra l’Olanda (o meglio, i Paesi Bassi) e l’acqua è strettissimo da sempre: una scelta obbligata in un Paese in cui il 20% del territorio, come suggerisce il nome, si trova sotto il livello del mare e i famosi polder – un sistema di dighe unico al mondo – hanno di fatto permesso che si sviluppasse la civiltà in questo luogo. 

 

Il progetto “Amsterdam Rainproof”, in particolare, vorrebbe rendere la capitale una città a prova di pioggia, in cui nemmeno una goccia sia sprecata.

 

Non stupitevi, quindi, se una delle notizie più curiose degli ultimi giorni a tema birrario viene proprio da qui: da qualche tempo è in commercio una birra fatta con l’acqua proveniente dalla… pioggia di Amsterdam!

 

Proprio così: il 37enne Joris Hoebe, appassionato birrofilo, ha avuto la brillante idea di “riciclare” l’acqua della capitale e usarla come materia prima per la sua bevanda. A sostenere la sua impresa ci ha pensato l’Università di Amsterdam: le cisterne per la raccolta sono state piazzate nel cortile della facoltà di Scienze Applicate. 

 

Nel solo mese di maggio, “grazie” al tempo capriccioso, sono stati raccolti circa 1000 litri d’acqua, che dopo essere stati naturalmente depurati, sono stati lavorati da un birrificio della capitale.

 

Risultato: la birra nata dalla pioggia ora è realtà e si può bere, al bicchiere o nella classica bottiglia, in vari ristoranti e bar di Amsterdam. E sapete come l’hanno chiamata? “Hemelswater”, cioè “acqua del paradiso”. In effetti, uno degli ingredienti fondamentali arriva proprio da lì…

 

E Comac non poteva che occuparsene, vista la sua vocazione green: da tempo infatti l’azienda è in prima linea nelle politiche per il riciclo dei materiali e il contenimento delle emissioni di CO2.

 

Cosa ne pensate? Quali altre invenzioni “green” a tema birrario vi vengono in mente? Ditecelo, se vi va, nei commenti!

 

Ufficio Comunicazione, Web e Relazioni Esterne Comac

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